m o t o m

January 15, 2012

Allora, cerco un pò di riassumere, la trasmissione primaria, in termini di rapporto di trasmissione è uguale su tutta la gamma motom 48, fino anche a quelli da competizione.
La modifica del cambio da 3 a 4 marce, non deve necessariamente allungare il rapporto più lungo cioè la 4 rispetto alla 3, anzi in certi casi sarebbe un errore, perchè come detto da ennedue, il motore eleborato fa qualche migliaio di giri in più, il che si traduce anche in velocità finale, ove necessario, si può sempre allungare il rapporto finale, mentre è molto più importante tenere il più vicino possibile i vari rapporti del cambio, affinchè il motore stia il più possibile entro i giri di coppia massima. In verità esiste un’altra rapportatura del cambio a 4 marce, con la 4 più lunga e la 2 e la 3 spostate leggermente più avanti, ma è una rapportatura, a suo tempo, pensata per una cilindrata molto più alta, che a fronte di un rdotto numero di giri, necessita di un rapporto più lungo, che può essere spinto fino alla massima velocità, da una maggiore potenza dovuta all’aumento di cilindrata, sono in possesso di questo cambio, quando ho un pò di tempo vedo la rapportatura e la posto, ora non la ricordo. Vorrei anche fare un esempio che la dice lunga su questa cosa, se il cambio 3 mace è 14, 22, 29 e il cambio 4 marce è 14, 20, 25, 29, il 5 marce originale è 15, 20, 24, 27, 29, quindi se il 4 marce fraziona di più lo stesso range di rapporti del 3 marce, il 5 marce lo fraziona ancora di più e pure lo restringe, mantenendo il rapporto finale di serie cioè 17/24, non voglio fare sarcasmo, lungi da me, ma solo invitare a riflettere sempre con calma e a lungo prima di agire, quindi dico che non mi chiederei come mai lo hanno progettato così, mica erano gli ultimi venuti gli ingegneri della motom che peraltro sono stati capaci di battere ben 8 record mondiali di velocità e in 2 di questi hanno anche supereto i record della categoria 100 cc., la progettazione della rapportatura di un cambio ha alcune regole incontrovertibili, una di queste è che man mano che si va su con le marce, cioè si va verso i rapporti più lunghi, la distanza fra una marcia e l’altra deve proporzionalmente diminuire e mai aumentare. Quanto a battere nuove strade, devo dire che è un pò difficile, perchè anche se noi non lo sappiamo, quando pensiamo una cosa, già l’anno realizzata anche 50 anni fà o più, come succede per tutte le nuove soluzioni che spesso le fabbriche ci propinano come nuove e invece poi si scopre che sono cose vecchissime, dimenticate e poi riesumate, diciamo che le soluzioni di una volta, ancora oggi validissime per i motori d’epoca, possono essere studiate e affrontate sotto un’altra luce, quindi migliorate e realizzate con macchinari e materiali moderni, ottenendo un risultato di gran lunga migliore di quello che allora si otteneva, senza stravolgere mezzi che rappresentando la storia, devono rimanere il più possibile coerenti alla loro epoca, perchè possano sempre raccontare una storia storicamente corretta a quelli che verranno dopo.
Saluti
Giuseppe

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